Articolo a cura di Dott. Francesco Miorin, RSPP qualificato quale persona competente per le ispezioni secondo la UNI EN 365:2005

Qualsiasi Datore di Lavoro che abbia fornito in dotazione ai propri lavoratori dei DPI (Dipositivi di protezione individuale) anticaduta deve ricordarsi di far effettuare quella che in gergo viene detta “revisione” almeno una volta l’anno. 

Molte sono le domande sull’utilità, sulle modalità, sui soggetti abilitati, sulle tempistiche, ecc. Questo articolo vuole fare chiarezza su questo argomento, affrontando punto per punto i dubbi che più frequentemente hanno le aziende.

L’ispezione periodica è obbligatoria?

Sì, l’ispezione periodica (nome corretto della cd. “revisione”) è obbligatoria perché prevista tra le indicazioni di manutenzione del produttore indicate all’art. 77, comma 4, lettera a) del D.Lgs 81/08 (Testo Unico Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro), dalla norma tecnica UNI EN 365:2005 e dai singoli fabbricanti di DPI nelle istruzioni d’uso. 

A cosa serve l’ispezione periodica?

Il fine dell’ispezione periodica è di permettere ad una persona competente di verificare che sui DPI non ci siano lesioni, anche non visibili da occhio poco esperto, che potrebbero ridurne l’efficacia. Eventuali danni potrebbero rendere pericoloso l’utilizzo dei DPI: in questo caso la protezione contro le cadute non è più garantita. 

Chi può farla?

Come previsto dalla UNI EN 365:2005 l’ispezione periodica può essere fatta esclusivamente da persona competente autorizzata dal fabbricante del DPI. La frequenza di un corso lavori in quota non abilita il lavoratore all’ispezione periodica secondo la norma citata. 

Ogni fabbricante (es. Arken, Camp, Honeywell, Kong, Petzl, Tractel, Wuerth, ecc..) adotta una politica propria riguardo le ispezioni periodiche. Alcuni prevedono che i DPI rientrino solo presso la casa madre o centri autorizzati, altri invece abilitano dei “tecnici” che possono fare la verifica anche presso il cliente.

In fase di acquisto è importante valutare anche quest’ultimo aspetto, oltre che il prezzo dei singoli prodotti. In alcuni casi, dover spedire le imbracature e gli altri DPI ad un centro di assistenza per alcuni giorni o settimane, significa rischiare di lasciare privi di DPI i lavoratori. Ci si troverà quindi a dover rinviare le lavorazioni o ad acquistare un kit di scorta, con il conseguente aumento dei costi.

Quali DPI sono soggetti ad ispezione e con quale frequenza?

I DPI sono soggetti a ispezione periodica se è prevista dai fabbricanti nel libretto d’uso e manutenzione. Semplificando: imbracature, assorbitori di energia (cd. dissipatori), cordini, connettori (cd. moschettoni), dispositivi retrattili, ecc. 

Come indicato nella norma UNI EN 365:2schema-faq-answer005, l’ispezione deve essere effettuata:

  • Almeno ogni 12 mesi;
  • Sempre, se il lavoratore si accorge, nei controlli pre e post utilizzo, di danneggiamenti di vario tipo;
  • A seguito di cadute.

Quale documentazione attesta l’avvenuta ispezione?

Chi effettua l’ispezione deve compilare obbligatoriamente la scheda di controllo normalmente presente all’interno del libretto di uso e manutenzione. Il documento dovrà essere conservato a cura del Datore di Lavoro per le successive ispezioni o controlli.

Esempio di scheda di controllo

Quali sanzioni sono previste per chi non effettua la “revisione” periodica?

Le sanzioni alle quali può essere sottoposto il Datore di Lavoro sono pesanti e di carattere penale, senza contare le eventuali conseguenze a seguito di infortunio.

18 Feb 2021 | Normativa

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