22 Ott 2020 | Corsi Slancia

La crescente digitalizzazione ha profonde conseguenze sul lavoro nelle economie moderne. Quali sono i rischi e le opportunità delle tecnologie digitali sul lavoro e quali ripercussioni hanno sulla salute del lavoratore?

IL TECNOSTRESS: DEFINIZIONE

Per molto tempo, gli studi sullo stress correlato al lavoro si sono concentrati si fattori associati alle abilità richieste a lavoro, le relazioni sociali con clienti, colleghi o superiori, l’organizzazione del tempo di lavoro o della tipologia contrattuale.

La tecnologia come fonte di stress non è stata oggetto di ricerca per un lungo periodo, cioè fino all’avvento della trasformazione digitale degli agli anni ’80 e ’90.

Uno dei primi accademici ad intuire un legame tra tecnologia e stress è stato lo psicologo americano Craig Broad.

Nel 1984 egli introduce il termine “tecnostress” per definire una…

def. Risposta psicologica negativa dell’individuo causata dall’«incapacità di far fronte o trattare le informazioni e le nuove tecnologie di comunicazione in modo sano ».

Negli ultimi decenni, le nuove tecnologie ICT hanno prodotto un cambiamento strutturale nel modo di lavorare e nella cultura del lavoro.

  • Hanno modificato le modalità con cui ci relazioniamo, comunichiamo e svolgiamo determinate azioni (per esempio, messaggi invece che incontri di persona);
  • Hanno creato la richiesta di nuove qualifiche, contemporaneamente alla scomparsa di altre figure professionali;
  • Hanno posto i lavoratori di fronte a dosi crescenti di informazioni da gestire;
  • Hanno determinato cambiamenti sempre più frequenti nelle funzioni da svolgere e abilità da acquisire;
  • Software e robotica hanno innovato la produzione di beni e servizi;

Tutto questo ha impattato enormemente sugli individui e sulla loro vita privata e lavorativa.

TECNOSTRESS: SINTOMI E RISCHI PER IL LAVORATORE

La pervasività delle tecnologie, ci spinge a restare sempre connessi e ad essere multitasking, cioè tenere a mente e gestire più attività contemporaneamente, arrivando a generare una vera e propria dipendenza.

Uno studio del British Psychological Society’s Division of Occupational Psychology, (2011) su 100 volontari, studenti e professionisti che usano per molte ore al giorno il loro smartphone, ha verificato che la dipendenza era tale che i soggetti sentivano vibrare l’apparecchio nella tasca anche quando questo non avveniva.

Sul piano della produttività lo studio rileva un aumento delle interruzioni del lavoro e delle probabilità di errore, mentre le conseguenze sul lavoratore coinvolgono diversi aspetti:

  • Reazioni fisiologiche (problemi alla schiena, indebolimento de sistema immunitario, ulcere peptiche, disturbi cardiovascolari, ipertensione, cefalee).
  • Reazioni psicologiche (irritabilità, ansia, disturbi del sonno, depressione, ipocondria, spossatezza);
  • Reazioni cognitive (difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, ridotta capacità decisionale);
  • Reazioni comportamentali (repulsione verso le tecnologie, sottovalutazione della loro importanza, scarsa propensione al loro apprendimento, problemi relazionali con la famiglia, alimentazione compulsiva, abuso di alcool o tabacco…);

È dimostrato, inoltre, che un sovraccarico di lavoro e la flessibilità indotta dall’uso delle nuove tecnologie, per cui spesso si sceglie di lavorare a casa propria, aumentano i casi di conflitto tra vita privata e lavoro.

La richiesta di trattare una grande quantità di informazioni provenienti da fonti tecnologiche diverse e i gli aggiornamenti di software e hardware che impongono uno sforzo cognitivo costante, generano una condizione di stress.

TECNOSTRESS: I RISCHI PER L’AZIENDA

I disturbi che abbiamo elencato, causando danni e disagi al lavoratore, costituiscono anche una minaccia per l’attività aziendale, nonché costi aggiuntivi:

  • Assenteismo
  • Turnover
  • Aumento costi di sostituzione del personale
  • Burn-out
  • Problemi disciplinari
  • Errori
  • Infortuni
  • Produttività ridotta
  • Maggiori spese mediche
  • Danni all’immagine aziendale
  • Rallentamenti nei processi decisionali
Diagramma tecnostress - danni e costi perl'azienda: Assenteismo, 
Turnover, Aumento costi di sostituzione del personale, Burn-out, Problemi disciplinari, Errori, Infortuni, Produttività ridotta, Maggiori spese mediche, Danni all'immagine aziendale, Rallentamenti nei processi decisionali

QUANDO LA TECNOLOGIA IN UN AMBIENTE DI LAVORO È UN’OPPORTUNITÀ

App, servizi Web, Internet consentono di lavorare in maniera continuativa e non necessariamente solo dal luogo fisico di lavoro (Smart Working).

Un crescente numero di studi suggerisce che se il lavoro attraverso supporti digitali è ben progettato, può essere vettore di benessere per il lavoratore, perché ottimizza l’organizzazione del lavoro e permette maggiore flessibilità. Inoltre accresce il controllo e l’autonomia a lavoro, e permette di conciliare meglio vita privata e tempo di lavoro.

LE SOLUZIONI

Come può agire un’organizzazione? Sostenendo le innovazioni tecnologiche attraverso un’adeguata formazione del personale, introducendo cambiamenti nella struttura aziendale e nei processi organizzativi e ricercando personale più qualificato.

Come fare? La soluzione migliore è frequentare un corso specifico, tenuto da professionisti del settore.

Slancia ha attivato un corso specifico per la gestione del tecnostress, in cui gli allievi imparano a riconoscere cause e sintomi, nonché ad agire per affrontare e risolvere situazioni di tecnostress nell’ambiente di lavoro.

Corso Slancia: il Tecnostress

  • Concetto di stress positivo e stress negativo nel contesto lavorativo;
  • Definizione e presentazione del technostress come rischio emergente;
  • Dati epidemiologici, cause e fattori scatenanti del technostress;
  • 1 ESERCITAZIONE: analisi del rischio technostress nelle mansioni dei singoli partecipanti;
  • Soluzioni possibili: individuali ed organizzative;
  • 2 ESERCITAZIONE: individuazione di possibili soluzioni nel contesto lavorativo dei singoli partecipanti;
  • Cenni di strategie individuali su come trasformare lo stress negativo in positivo.
  • Corso valido come aggiornamento per le figure di RSPP , ASPP e RLS

Il corso, della durata di 4 ore, è valido anche come aggiornamento per le figure di RSPP (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione), ASPP (Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione) e RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza).

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