In questo articolo ti spieghiamo quali sono gli 8 punti che non possono mancare per un buon piano di emergenza e perché dovresti averne uno.

Definizione di emergenza in ambito sicurezza

La parola emergenza è usata per definire una situazione di criticità, una circostanza imprevista, non ordinaria e che implica tempi di intervento ridotti.

In ambito sicurezza, significa pericolo grave ed immediato per l’incolumità delle persone, che si verifica per lo più in maniera improvvisa ed inattesa cogliendo di sorpresa gli individui coinvolti.

Data l’enorme varietà di emergenze che possono verificarsi, non è possibile definire una procedura univoca da attuare che permetta di fronteggiarle tutte.

Esistono però linee guida e regole di base alle quali attenersi che le persone dovrebbero conoscere per fronteggiare al meglio l’evento imprevisto.

Il comportamento delle persone nelle emergenze

In generale per affrontare una situazione di improvvisa emergenza le persone tendono a ricondurla a qualcosa di già conosciuto. I comportamenti messi in campo si basano su similitudini con altre situazioni vissute, anche non di emergenza.

La capacità di condurre buone valutazioni però, è influenzata negativamente dalla condizione di stress elevato a cui siamo sottoposti. Tutto ciò ci porta, spesso, a prendere decisioni errate.

Se molte persone si trovano coinvolte nella medesima situazione di emergenza, i meccanismi di reazione che entrano in gioco sono diversi. Ne è un esempio il principio della “riprova sociale”, secondo il quale le decisioni prese da un gran numero di persone sono quelle che automaticamente giudichiamo corrette (anche se non è detto che lo siano realmente!)

Il miglior modo per ridurre al minimo l’incertezza in una situazione di emergenza è quello di prepararsi ad affrontarla, pensando preventivamente e in modo attento cosa fare qualora dovesse verificarsi.

Cosa non può mancare per un buon piano di emergenza

Il piano di emergenza è il risultato dell’analisi, riorganizzazione delle informazioni e creazione di procedure per la gestione di emergenze che potrebbero ragionevolmente verificarsi durante la normale attività aziendale.

Esso riguarderà temi quali: incendio, alluvione, terremoto, tromba d’aria, esplosione, ecc.

In generale, un buon piano di emergenza dovrebbe indicare:

  1. La procedura per la segnalazione dell’emergenza
  2. Procedure e istruzioni per l’evacuazione: devono essere chiare e precise nei dettagli, per evitare che la disorganizzazione nell’evacuazione diventi essa stessa un pericolo
  3. Quali sono i percorsi di esodo predefiniti
  4. Ruoli, nominativi, numeri di telefono delle persone, interne o esterne all’azienda, da contattare
  5. Procedure per la messa in sicurezza di impianti critici
  6. Procedure di intervento dei soggetti appositamente addestrati, come per es. la squadra di lotta antincendio o di primo soccorso
  7. Procedura per la richiesta di intervento di soccorsi esterni
  8. Ubicazione delle attrezzature di intervento ( es. mezzi antincendio, di comunicazione o di primo soccorso)

Un buon piano di emergenza deve essere poi testato interamente mediante apposite prove da effettuarsi con cadenza almeno annuale.

Quando è obbligatorio avere un piano di emergenza?

La redazione di un piano di emergenza, ai sensi dell’art.5 del D.M. 10 marzo 1998, è obbligatorio per:

  • Aziende con almeno 10 dipendenti;
  • Aziende soggette al controllo periodico da parte dei Vigili del Fuoco (ovvero rientranti tra le tipologie di attività di cui all’Allegato I del D.P.R. n. 151/2011).

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In questo articolo parliamo di: gestione emergenze | piano di emergenza

26 Mag 2022 | Corsi Slancia, Normativa

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